Chi siamo

Veniamo da esperienze diverse e abbiamo culture diverse, quindi c'è spazio anche per te.
Ci accomuna la curiosità per quanto accade nel mondo, il bisogno di andare oltre le apparenze, il desiderio di fare qualcosa di utile per il nostro Paese indipendentemente dagli attuali partiti.
Convinti del fatto che "vi sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia" (atto I, scena V, Amleto, William Shakespeare), non vogliamo ingabbiare i fatti in involucri preconfezionati, ma esaminarli con cura individuando nessi, cogliendone il senso e il messaggio di futuro che possono contenere.
Tuttavia non vogliamo limitarci alla pratica dell'interpretazione.
Pur consapevoli dei limiti della nostra azione, vogliamo darci la possibilità di intervenire per cambiare le cose insieme a coloro che accettano di essere della partita.
Almeno un poco.
Il nostro Paese è l'Italia, ma com'è per tutti, la nostra casa è il mondo globalizzato.
Partiamo dal presupposto che l'Italia possa essere ancora protagonista nel mondo globale, a condizione che, facendo leva sulla sua storia e cultura millenarie, contribuisca alla costruzione di un'Europa diversa da quella attuale, veramente in grado di superare velocemente le contrapposizioni del passato, quelle mortificanti rivalità sfociate spesso in guerre rovinose.
Ciò servirebbe all'Italia stessa, a metterla in condizione di superare quella tendenza, spesso prevalente nell'operare quotidiano, di vivacchiare all'ombra del potente di turno.
Quanto è stato fatto fino ad oggi in termini di costruzione di una nuova identità europea rischia di essere travolto dalla crisi dentro la quale siamo immersi che, come è stato detto, non ha solo natura
economica, ma sociale, politica, civile, morale, in assenza di uno scatto in avanti che non può che avere un motore politico.
L'Euro non basta.
Serve un'Europa federale, con una comune rappresentanza, una fiscalità comune, politiche ambientali e sociali comuni, una comune politica estera, comuni pratiche di accoglienza e di integrazione dei migranti che rappresentano una enorme ricchezza per tutto il continente.
Serve una cittadinanza europea.
Finora nulla di tutto questo abbiamo avuto.
L'Italia è un Paese di recente unificazione e la sua storia è costellata di qualche sfavillante luce, ma anche di molte ombre che ne hanno minato l'immagine internazionale, oltre a demoralizzarne le energie migliori.
Anche l'ultimo ventennio ha prodotto profondi guasti nella società e nei comportamenti individuali, ha provocato un'enorme distruzione di lavoro, di risorse e di speranze ad opera di una finanza senza regole e di una politica inetta, corrotta e corruttrice.
Ciò nonostante l'Italia potrebbe ugualmente trainare il cambiamento necessario a condizione che emergano al suo interno le forze e le personalità migliori, troppo a lungo oscurate e neglette.
E' l'Italia del lavoro sulla quale vogliamo far leva, dei diritti di cittadinanza, dei mille mestieri che incorporano un sapere antico e modernissimo, dell'imprenditoria che non ha paura di una sana e regolata competizione, della giustizia sociale e della solidarietà, di quei giovani che sanno che il futuro non è garantito senza studio e impegno, l'Italia degli immensi giacimenti culturali, che in molti territori ha saputo modellare il paesaggio umanizzandolo e facendone bellezza da trasmettere a coloro che verranno.
E' questa un'Italia diversa da quella che si è abituati a vedere in televisione, a leggere sui giornali.
Abituati ai clichè dei media e delle propagande ce n'eravamo dimenticati, ma c'è.
Ha resistito anche al degrado degli ultimi decenni.
Ammaccata, per molti aspetti deturpata, soffocata dal pregiudizio, tuttavia c'è.
E' però necessario che si renda consapevole della sua funzione potenzialmente dirigente, nazionale ed europea, che può diventare effettiva solo attraverso battaglie culturali, civili e politiche.
E' con questa Italia che vogliamo interloquire.
Con voi che ci state leggendo.