domenica 20 ottobre 2013

La sindrome della pagina bianca

Non so cosa scegliere. Ho lasciato che si accumulassero troppe cose, troppi fatti. Le elezioni tedesche, il rischio di default dello Stato Federale Usa ed il suo momentaneo superamento, la soluzione della crisi del governo Letta e le giravolte continue del senatore pregiudicato, discusso e discutibile  capo  di una  torma infinita di cortigiani e faccendieri,  nonché di un sistema  di potere che tutti noi, sventurati cittadini di un Paese a perdere abbiamo avuto il torto di lasciar  crescere, i  disastri del  mare e della  miseria nel  nostro  Mediterraneo, le  colpevoli 



stupidaggini del duo Grillo/Casaleggio, la legge di stabilità che nessuno conosce, ma della quale tutti straparlano, l'incoraggiamento di Obama al premier italiano Letta: “...vai avanti così, sei sulla strada giusta...”, le interviste alla Bonev, regista bulgara sul solito pregiudicato, sulle sue fidanzate, vere o finte, sui contratti costosi e fasulli, sui premi sicuramente finti da lui e dai suoi cortigiani (purtroppo a quel tempo ministri) fatti distribuire a spese dei contribuenti italiani, ecc. ecc. ...quanta carne al fuoco...E questo è solo un piccolo assaggio.
Perché se scrivessi dell'alterco a “Che tempo che fa” tra un gigante del pensiero come Brunetta, aspirante statista, e il conduttore Fabio Fazio sulla Rai, la trasparenza dei conti e dei contratti, che ha ottenuto il risultato di indebolire la Rai, proprio alla vigilia dei lucrosi contratti pubblicitari dell'azienda concorrente Mediaset (della famiglia del sunnominato pregiudicato) mi servirebbero al minimo dieci pagine e una mano da sceneggiatore che non ho.


Mi limito allora a segnalare una buona notizia, che dovrebbe fare più rumore di quanto non ne faccia. Perché  viene da  Treviso, la città  dell'ex  sceriffo dei  nostri stivali  Gentilini, che lì  ha fatto a  lungo il sindaco, quando si espiantavano le panchine nei parchi perché non potessero sedervisi gli immigratie e lui proponeva di vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile, prima di caricarli sui vagoni piombati per evitare che annacquassero la nostra civiltà (ohibò). Ebbene, ora c'è una giunta di centrosinistra, con un sindaco che si chiama Giovanni Manildo, che ha deciso di dare la cittadinanza onoraria a tutti i bimbi di extracomunitari nati a Treviso. E' un'anticipazione dello “Jus soli”, che nel nostro Paese non è ancora riconosciuto. A Treviso i bambini ed i ragazzi dagli 0 ai 19 anni sono circa 1800, un quinto degli 11000 stranieri residenti in città.

Zina è la mamma moldava di uno dei bambini interessati al provvedimento, che per il momento non ha effetti pratici perchè per la legislazione italiana questi rimangono cittadini stranieri, ma rappresenta comunque una richiesta ufficiale fatta al governo ed al parlamento, dice di non sottovalutarlo: “sono contenta che facciano questa cosa e che i bambini si sentano uguali agli altri”.

Infatti Anna Cabino, assessore alla Scuola e alle politiche per l'immigrazione della città aggiunge: "vogliamo lanciare un messaggio al governo a favore dello Jus soli - il riconoscimento della cittadinanza piena ai bambini nati in Italia -. Inviteremo il ministro Kyenge, vorremmo che fosse lei a consegnare questi riconoscimenti ai bambini delle prime elementari".

“Ius sanguinis” e “Ius soli”
Per lo “Ius sanguinis” (dal latino “diritto del sangue”) il nascituro acquisisce la cittadinanza come conseguenza della nascita da un genitore in possesso di quella cittadinanza.
Per lo “Ius soli” (“diritto del suolo”)  il nascituro acquisisce la cittadinanza dello Stato dove è nato, qualunque sia la cittadinanza posseduta dai genitori.


Se anche le altre città d'Italia lo facessero, oltre a quelle che già hanno fatto qualcosa in tal senso, e ne mandassero comunicazione al governo italiano ed al parlamento italiano ed europeo, non sarebbe solo un segno di civiltà, destinato a trascinarsi dietro altri segnali anche più corposi, ma anche un passo verso la soluzione della crisi delle nostre economie.

Tutti gli “imprenditori della paura” di questi ultimi vent'anni e tutti coloro che li hanno tollerati e persino incoraggiati, sono responsabili della condizione di inferiorità culturale nella quale ci troviamo e che purtroppo loro non sono in grado di vedere. Ma anche della condizione di inferiorità economica.

(Lanfranco Scalvenzi)