sabato 28 settembre 2013

Prendeteli in parola (SUL SERIO)

Non era mai successo in Italia dall'insediamento della Repubblica Democratica dopo la seconda guerra mondiale. Sotto il ricatto, reiterato, di un pregiudicato (che ha anche altri carichi pendenti) gonfio di quattrini dalle origini oscure, di potere e di vanità, mai attraversato da scrupoli, bugiardo senza freni, da molti anni imbonitore di una cospicua parte della popolazione italiana, i parlamentari del PDL (o di Forza Italia, chi lo sa?), da lui considerati una sua proprietà privata, hanno rassegnato le dimissioni dal Parlamento italiano nelle mani dei due capibastone designati dal suddetto pregiudicato a reggergli il moccolo.

Lo fanno per obbligare il PD, che ha avuto la brillante idea di fare un'alleanza con loro per mettere in piedi un governo che portasse l'Italia fuori dalla crisi (chiamando con la solita lungimiranza i lupi a guardia dell'ovile), a impedire che la giustizia faccia il suo corso e che quel pregiudicato, secondo una legge votata dallo stesso PDL, in nome dello Stato di diritto e delle consuetudini di un Paese civile dell'Occidente, venga dichiarato decaduto dal Parlamento. 

lunedì 9 settembre 2013

Per uscire dall'angolo ...


ITALIA: espressione geografica o Nazione ? ITALIANI: gente o Popolo ?
Sono domande alle quali dobbiamo rispondere subito, ORA!
Non è (solo) un problema di orgoglio patrio ma di dignità e di responsabilità verso tutti noi. Da queste risposte, che dobbiamo dare noi, me, te, noi italiani, dipende il nostro futuro ma soprattutto il futuro dei nostri figli.




              PER USCIRE DALL'ANGOLO (*)



Minacce e ricatti, menzogne raccontate ogni giorno e trasmesse da televisioni e giornali nelle piazze, nelle case, nei bar, continui occultamenti della realtà:  

- Se dopo la condanna in via definitiva, che io non riconosco, voi non mi aiutate a  rimanere in Parlamento, in barba alla legge che io stesso ho votato, e che ora non riconosco, per far si che io possa continuare a fare il padrone del mio partito e il capo della destra e a garantire che coloro che mi sono fedeli stiano con me alla guida del Paese, per continuare a garantirmi, se non mi mettete al riparo dalle indagini che le magistrature stanno facendo per accertare la verità su miei altri reati, che io non riconosco, io tolgo l'appoggio al governo e getto l'Italia nel caos  - Questo in sostanza dice un uomo che è stato condannato in via definitiva, al terzo grado di giudizio, per un reato commesso contro tutti gli italiani, quando era già Presidente del Consiglio. E lo dice al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Partito Democratico, al Paese nel suo insieme. Come sempre intorno a sé vuole solo complici.  

domenica 8 settembre 2013

Beni Culturali (commento)

Caro Lanfranco,
scrivo con riferimento al tuo articolo sui Beni Culturali ed al sito archeologico di Segesta. (Leggi)



Nel leggere dello scempio che si tenta e spesso si realizza dei nostri Beni Culturali nell’ipocrita convincimento che il loro “consumo” costituisca valorizzazione e quindi sviluppo, viene in mente la classica metafora dell’uomo che sega il ramo su cui è seduto pensando di recuperare risorse per il suo benessere.

L’applicazione di questo semplice concetto di miopia umana, talvolta inferiore a quella del genere animale che per istinto sa vedere meglio di noi oltre la siepe, al mondo dei Beni Culturali è solo un esempio di come le decisioni prese da individui non adeguatamente informati o peggio ancora condizionati possano determinare conseguenze potenzialmente irreparabili.

venerdì 6 settembre 2013

Sugli elementi fondativi di una Democrazia Deliberativa

da Delib - Democrazia Deliberativa (www.delib.it)


La democrazia, scrive Giovanni Sartori in un suo saggio, è stata un’apertura di credito all’homo sapiens, ritenuto cioè, un animale abbastanza intelligente da saper creare e gestire da sé una città buona. Il Novecento è stato il teatro di guerra in cui la democrazia ha combattuto ed è uscita vittoriosa, seppure a prezzi altissimi.

La violenza come mezzo purificatore, che nella rivoluzione francese aveva conosciuto la sua massima teorizzazione - il terrore, affermava Saint Just è la virtù della rivoluzione – è stata, almeno verbalmente, bandita come pratica politica. La democrazia come filosofia e come pratica, oggi pur in presenza di un suo smagrimento, non ha di fronte alternative, legittimità alternative. La sua forza consiste nel comportarsi come un organismo vivente, nella sua capacità di adattarsi all’ambiente e di crearlo, non essendo le sue forme fissate una volta per sempre, ma crescendo a seconda dei bisogni delle varie epoche.