giovedì 29 agosto 2013

Lei dunque capirà - Claudio Magris

Lei dunque capirà - Claudio Magris - Garzanti, Euro 12,00 - (www.garzantilibri.it)


In un primo momento ero un po' perplesso: 12 euro per una cinquantina di pagine in formato piccolo...no, non è il caso, caro Magris. Del resto non avevo ancora letto alcuna recensione e dovevo fidarmi solo del nome dell'autore. Poi però sono tornato a prenderlo fra le mani questo libriccino, come qualcosa di prezioso. Magris non è mai banale. Qualche volta, come tutti, può steccare, ma se qui riesce a condensare una storia in una cinquantina di pagine formato piccolo, è una ragione in più per provare a leggerlo.

Vado al risvolto di copertina e leggo che “Lei dunque capirà” è "il racconto di un amore totale e fallito, di un'unione struggente e rifiutata". Lo prendo.

martedì 27 agosto 2013

La grande bellezza

Mi sarebbe sfuggito “La grande bellezza” di Sorrentino, se la persona che più mi è cara non mi avesse chiesto insistentemente di andarlo a vedere. “Non ne rimarrai deluso”, era un argomento più convincente delle tante recensioni lette che, secondo me, non gli rendono giustizia.

Abito nella Roma di Jep Gambardella, il protagonista del film, giornalista mondano e scrittore di un solo libro, e vedo le cose che anche lui vede, vive, descrive: come lui vedo una città legata ad un passato glorioso, che sembra ritrarsi in silenzio di fronte alla città dei suoi abitanti attuali, o meglio, dei suoi frequentatori, conficcati dentro un presente insulso, cialtrone, plebeo, per molti aspetti inventato senza alcuna sublimazione, indipendentemente dalle classi sociali che sono entrate da tempo dentro un enorme frullatore culturale e si distinguono solo per la diversa possibilità di esercitare potere, come anticipato negli anni 70 dal compianto Pasolini.

sabato 17 agosto 2013

Beni Culturali. Proviamo a fermare il degrado ? Stonehenge e Segesta

La settimana scorsa ho sognato che un'accolita di debosciati, con ottime entrature, ed abituati al privilegio, pasteggiava al lume di candela, sotto la luna, tra le antiche rovine di Stonehenge, circondate dai gusci delle ostriche, da poco svuotati, e dai vetri delle bottiglie di champagne, infrante sulle pietre per l'occasione, e per tutta la notte, si abbandonava a danze sfrenate, con musiche sparate verso la luna e luci psichedeliche, come in un film di Kubrik. Ho scritto una mail ad un amico inglese raccontandogli l'incubo, e a stretto giro ho ricevuto una risposta: Your dream is unreal and impossible. Sure.

Non può che essere così infatti: gli Inglesi lo sanno che la dignità di un bene culturale di interesse mondiale non può che intrecciarsi con quella di un Paese e con la sensibilità dei suoi cittadini. Non solo l'immagine estetica, ma lo stesso uso del bene, che non può travalicare la destinazione  originaria, sia pure attualizzata, contribuisce alla salvaguardia di questa dignità. Elementare Watson.