venerdì 26 luglio 2013

In memoria di Peppino Impastato (ucciso dalla mafia a Cinisi il 9.5.1978)



Eri solo un uomo, Peppino, solo. Eri un germoglio,
forse per destino, d'una terra sempre matrigna
con i figli come te, dov'è costume il silenzio,
e antico il servaggio, atroce l'indifferenza,
un blocco di granito sopra il petto,  il coraggio
uno scatto di nervi, non l'abito quotidiano
d'un uomo, di se stesso sovrano; un arido deserto
dove l'albero della giustizia e della libertà,
prima ancora di nascere stentava già.
Lunga è la notte, Peppino, e dura.
Eri solo un uomo, eri un'anima pura.
Se questa terra, che pure amavi, dove anche il cielo
è potere, tra poteri feroci, dove il noi è solo clan e famiglia
e soci d'ignavi, non cittadini, dove la parola uccide la verità,
la soffoca sotto un manto di pizzini, se questa terra
ancora ingoia troppi eroi, come ai tempi tuoi,
è anche nostra la colpa, pur se insieme noi siamo qui,
come ogni maggio, davanti alla tua casa, a manifestare,
le gole riarse, serrate dalla commozione, per te, per tutti.
Per un eroe che muore, troppe comparse stanno a guardare. 

(Lanfranco Scalvenzi)