martedì 30 luglio 2013

A Cécile Kyenge e ai cittadini come me

A coloro che,come me, dicono basta.

Sono con te, Cécile, ma non mi basta. Vedo che c'è un crescendo in questo Paese, di insulti, ma anche di istigazioni a delinquere, non solo nei tuoi confronti, ma nei confronti di chiunque venga ritenuto un diverso. E tutto si compie come se si fosse su un palcoscenico, come se fosse importante per chi insulta, per chi minaccia, per chi istiga a delinquere in qualche modo, farlo sapere a tutti, con la convinzione dell'impotenza, o addirittura della condiscendenza di chi dovrebbe reagire.

venerdì 26 luglio 2013

In memoria di Peppino Impastato (ucciso dalla mafia a Cinisi il 9.5.1978)



Eri solo un uomo, Peppino, solo. Eri un germoglio,
forse per destino, d'una terra sempre matrigna
con i figli come te, dov'è costume il silenzio,
e antico il servaggio, atroce l'indifferenza,
un blocco di granito sopra il petto,  il coraggio
uno scatto di nervi, non l'abito quotidiano
d'un uomo, di se stesso sovrano; un arido deserto
dove l'albero della giustizia e della libertà,
prima ancora di nascere stentava già.
Lunga è la notte, Peppino, e dura.
Eri solo un uomo, eri un'anima pura.
Se questa terra, che pure amavi, dove anche il cielo
è potere, tra poteri feroci, dove il noi è solo clan e famiglia
e soci d'ignavi, non cittadini, dove la parola uccide la verità,
la soffoca sotto un manto di pizzini, se questa terra
ancora ingoia troppi eroi, come ai tempi tuoi,
è anche nostra la colpa, pur se insieme noi siamo qui,
come ogni maggio, davanti alla tua casa, a manifestare,
le gole riarse, serrate dalla commozione, per te, per tutti.
Per un eroe che muore, troppe comparse stanno a guardare. 

(Lanfranco Scalvenzi)

venerdì 19 luglio 2013

Caso Kazakistan: caro Letta, ora vogliamo i fatti

Gentile signor Presidente del Consiglio, nonostante l’enorme tristezza e l’umiliazione che provo – come italiano –  per il caso della moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov – signora Shalabayeva -, poiché in questa prima parte d’estate siamo tutti stanchi e nervosi, preferisco non soffiare anch’io sul fuoco della polemica politica circa le responsabilità per l’illegale espatrio forzoso.

domenica 14 luglio 2013

Una mezza invettiva, un'invocazione alla Politica che non c'è più.

Basta!
Ciò che qualche anno fa sembrava impossibile, ora è diventato un andazzo accettato anche dalla maggioranza del Pd: il partito che più di altri dovrebbe combattere l'attuale deriva autolesionistica di una buona parte della cosiddetta pubblica opinione. Un grande Paese, ormai alla canna del gas, dipende dagli interessi giudiziari di un solo uomo, plurinquisito, che si autoproclama perseguitato politico e cerca la complicità di tutti, anzi la impone.. E' un uomo che ci ha sgovernato per vent'anni, facendo prevalentemente i suoi interessi e piegando a quelli la legislazione nazionale, che è il maggiore responsabile della situazione attuale di crisi economico/ politica/ morale / civile/ culturale nella quale ci troviamo, e che giustamente crea problemi al mondo intero.

sabato 13 luglio 2013

Sistemi elettorali e democrazia

In questi giorni è stato inserito nel palinsesto televisivo di un canale in chiaro un film americano di Barry Levinson del 2006 intitolato “L’uomo dell’anno”. Non è passato alla storia per essere un capolavoro e non ha sbancato i botteghini, ma non è un caso che sia stato riproposto oggi che il dibattito politico sembra stregato dal rapporto tra la legge elettorale e le riforme costituzionali.

E’ la storia di un comico che, per la sua simpatia per la voglia di cambiamento dell’elettorato ma soprattutto per uno scherzo del caso ben governato da gruppi di interesse economico, si ritrova ad avere un successo elettorale tale da risultare presidente designato della più grande democrazia mondiale, gli Stati Uniti d’America.

sabato 6 luglio 2013

Salvo, il mare oltre il muro


 Vado prima a cercare il film su internet. Leggo un solo titolo: "per i registi di Salvo, Palermo è irredimibile".
Chiudo immediatamente: non voglio essere influenzato a tal punto da lasciarmi sfuggire i dettagli più significativi e magari anche lo stesso senso generale. Entro in sala bendisposto:  una persona della quale mi fido mi ha parlato bene del film. Siamo in pochi nella sala, Ho la sensazione  che non riuscirò ad essere uno spettatore distaccato, che guarderò il film col batticuore, che l'anima mia avrà il fiatone. Del resto è il modo migliore di guardare un film e tenerselo nella mente, almeno per un po'.

martedì 2 luglio 2013

Gramsci a New York

Chi si ricorda di Antonio Gramsci? Chi ne parla più oggi in Italia? Non occorre dare una risposta. Fu tra i fondatori del PCI a Livorno nel 1921. Fu un grande dirigente del movimento operaio; parlamentare all'epoca di Matteotti, venne incarcerato dal fascismo, da irriducibile oppositore qual'era.
Morì in carcere il 27 aprile del 1937, all'età di quarantasei anni. In carcere scrisse una delle opere più importanti del nostro novecento:  "I quaderni". E spedì una gran quantità di lettere pubblicate successivamente da Einaudi in un volume intitolato  'Lettere dal carcere'. Voglio ricordare a chi legge che al suo funerale erano presenti solo la cognata Tatiana e il fratello Carlo.