sabato 11 maggio 2013

Animali


Gli animali, spesso e volentieri, sono in grado di darci delle lezioni di vita strepitosamente belle, ma anche molto istruttive se le si intende.
Magari noi non ce ne accorgiamo, perché presi da tanti importanti impegni.
Per questo li sottovalutiamo; ne approfittiamo anche, anzi li usiamo come  fossero delle cose.

Prendiamo per esempio un gatto. Il gatto ha una sua religione, una sua filosofia quasi orientale. E' un egocentrico che, ovviamente senza volerlo, può insegnarci qualcosa, che di solito rimane nascosto. Lui appare, sparisce, poi riappare senza farsi notare. Questa, secondo me, è la manifestazione di uno straordinario amore per la libertà. Lui è indipendente da tutto. Sembra persino superiore alle stesse persone. Quando torna, dopo un'inspiegabile sparizione, non torna per mangiare, perchè su questo punto si può benissimo arrangiare. Torna per controllare il territorio e farsi fare delle coccole, se ci sono, sennò va bene lo stesso.

Poi c'è il gabbiano, mio fratellastro. Non so cosa ne pensate, ma anche lui mi fa pensare alla libertà, in un senso più retorico di quella del gatto. Si, il gabbiano vive una vita un po' retorica, ma anche noiosa e goffa e prepotente. Sa già che nasce per procurarsi il cibo, non per diventare come me, Jonathan Livingston, il gabbiano pilota più celebre al mondo. Non so se vi è mai capitato di trovarvi in mare e vedere i gabbiani affogarsi nell'acqua per acchiappare un pesce, uno straordinario minuscolo pesce.

Devo anche dire che osservando i gabbiani sul lago rubare il pane lanciato dai bambini alle folaghe, o ai germani reali, o ai brutti anatroccoli, mi viene rabbia, perchè, come disse il mio maestro senegalese Eladji a proposito del pesce francese, o inglese, che si mangia il pesce più piccolo, anche il prepotente gabbiano, dovrebbe farci arrabbiare.

Anzi, come noi uomini civili, umanisti, illuministi, romantici dovremmo vergognarci di campare ancora mangiando (sfruttando) i pesci più piccoli, non dovremmo nemmeno accettare la prepotenza del gabbiano.

Lui però vive un vita veramente dura, la paga duramente la sua libertà. Pensate che fin dalla nascita il piccolo viene buttato di sotto, fuori dal nido senza complimenti. Sta a lui decidere se volare o sbattere. Non tutti sopravvivono, ma come a Sparta, i sopravvissuti, i più forti (fortunati?) sono più pronti ad affrontare le sfide che la vita gli riserverà. Una selezione mica tanto naturale. La sua durezza è giustificata quindi dalla dura lotta per la sopravvivenza. Ma gli uomini no, non sono giustificabili.

Prepotenza e ingiustizia si trovano in coppia nel mondo degli uomini, come, per fare un altro esempio, capita con quel ricercatore, che dedica studi, tempo e vita per la ricerca, spesso con poco o niente in cambio, mentre il figlio di papà, che ha tre lauree comprate in Albania, e voglia di fare zero, che nasce pensando di essere grande, ma rimane inesorabilmente piccolo, è più osannato di lui.
Gli animali possono darci delle lezioni di vita nel bene e nel male.
Ma anche gli uomini, a ben vedere.

(Jonathan Livingston - anni 13) (Chi è J. Livingston)