domenica 21 aprile 2013

Ritmare il mondo

Presentazione: un giovane gabbiano, Jonathan Livingston, per il nostro blog.

Jonathan Livingston è un ragazzo, nato nel 2000, che ha chiesto di collaborare con il nostro blog. Il secolo nel quale noi siamo nati, per lui, è come per noi l'ottocento. Il presente è largamente indecifrabile, come per noi, ma per lui è carico di ritmo e di futuro, in ogni sua espressione. Per noi è importante il suo punto di vista, la sua freschezza espressiva, lo stupore che accompagna le scoperte che fa ogni giorno, la musica dei suoi pensieri, la consapevolezza, che anche lui ha, che la vita, come scrive Nâzım Hikmet “.... non è uno scherzo/ prendila sul serio/ come fa lo scoiattolo, ad esempio...”. Si, le circostanze non sono sempre benigne, caro Jonathan, possono essere come la piena di un fiume e distruggere, in tutto o in parte, quello che abbiamo costruito, ma il nostro scoiattolo interiore è sempre lì a dirci che bisogna ricostruire...
Grazie Jonathan Livingston, piccolo grande gabbiano di 12 anni, grazie per la disponibilità.

(Lanfranco Scalvenzi)

Ritmare il mondo

La musica dei nostri giorni è totalmente diversa da quella che si ascoltava tempo fa. Una volta sentendo Mina si imparava il congiuntivo, sentendo De Gregori la sera, con la sua poetica buonanotte, si andava a letto più tranquilli. La canzone era guidata dai sentimenti, che ora piano piano stanno contando sempre meno per la musica, con l'affermarsi del tunz tunz, del rap, della techno, amata da noi giovani, ma per i grandi fastidiosa e senza senso.
La musica ci accompagna ogni giorno, anche quando siamo al supermercato. Magari non ce ne accorgiamo, perchè siamo sovrappensiero, ma è così.
E continuiamo ogni giorno della nostra vita a tenere il ritmo, spinti dalla musica. Ogni giovane inventa una musica tutta sua, quella che si definisce vita. Ma è veramente così?

(Jonathan Livingston - anni 13)