lunedì 18 marzo 2013

Ananke (necessità ineludibile)

Bella quell'aula della Camera che ascolta, battendo ripetutamente le mani, il discorso d'insediamento di Laura Boldrini. Bella quell'aula del Senato che elegge, senza accordi preventivi, Pietro Grasso suo Presidente. Due persone impegnate da molto tempo nella tutela, l'una della comunità nazionale, l'altra di quella internazionale contro la prepotenza e l'esclusione.

Ora quella Camera e quel Senato così scapigliati e innovativi, oltre ad eleggere il nuovo Governo e, subito dopo, il nuovo Presidente della Repubblica, facciano di più: qualcosa che risponde a una necessità ineludibile (ananke).

Siano 'francescani': portino cioè al minimo i costi della politica e delle mastodontiche macchine istituzionali.

Creino un rapporto nuovo tra le sedi istituzionali e i cittadini. La Costituzione italiana favorisce un rapporto più 'partecipativo' di quello adottato finora. Tutta l'attività del Parlamento deve essere veramente più trasparente. Gli strumenti sono i media, ma anche Internet, sfruttando al massimo la sua interattività. Si mettano in campo alcuni strumenti della 'democrazia deliberativa'. Si renda effettivo e più facile di ora l'accesso ai referendum ed alle proposte di legge di iniziativa popolare rendendone obbligatorio l'esame. Si formi cioè una grande terza Camera dei cittadini che abbia sue funzioni e che sia consultabile periodicamente.

Un grazie a Bersani per il suo coraggio, per la tenacia e per la forte e sobria capacità innovativa. Mentre altri parlano di riforme, lui le fa.

Ora continua ad essere coraggioso, tenace e innovativo anche nella formazione del governo. Nelle condizioni date, leggendole attraverso la lente della 'necessità ineludibile' (ananke).

Serve un governo di scopo, che sia il propulsore di iniziative finalizzate allo sviluppo, ad una migliore redistribuzione del reddito, alla giustizia sociale e alla lotta alla corruzione, all'innovazione di sistema che favorisca i diritti di cittadinanza e una riforma radicale della politica.

E' difficile fare stringenti accordi preventivi: tutti chiedono qualcosa in cambio di qualcosa d'altro ed il pantano è dietro l'angolo.

Metti tutti davanti alla responsabilità di rispondere alla 'necessità ineludibile' che i problemi del Paese e i suoi orientamenti prevalenti reclamano.

Fai il regista di un'operazione politica che solo tu puoi fare per la collocazione nella quale, forse non per caso, ti sei venuto a trovare. Governo di scopo, con l'indicazione di obbiettivi e strumenti precisi e dichiarati. Se non puoi farlo tu il Presidente del Consiglio, lo potrà fare qualcun altro che provenga dalla cosiddetta società civile. Profilo molto alto, anche in campi non strettamente politici, ma che abbiano a che fare con la guida di sistemi complessi per il raggiungimento di obbiettivi in campo sociale, o scientifico, o culturale.

Stupisci questo Paese che ha già cominciato, sia pure timidamente, ad assaggiare il sapore della buona politica ed ha sentito che è buono.

(Lanfranco Scalvenzi)