venerdì 22 febbraio 2013

Chelsea Story - come una cittadina corrotta ha rigenerato la sua democrazia, di Susan L. Podziba

Chelsea Story - come una cittadina corrotta ha rigenerato la sua democrazia, di Susan L. Podziba - Edizioni Bruno Mondadori,  Euro 11,50 - (www.brunomondadori.com).


Si tratta di un piccolo, ma utilissimo libro, per chi si interessa di partecipazione e di democrazia deliberativa, quindi potenzialmente interessa tutti i cittadini. Chelsea è una cittadina di 28.000 abitanti, non lontana da Boston, negli Stati Uniti, che alla fine degli anni '80 del secolo scorso è stata investita da una profondissima crisi di governabilità a causa di una diffusa corruzione di tutti i suoi apparati: dagli organi istituzionali del Comune, alla polizia municipale, ai vigili del fuoco, ecc., nessuno svolgeva la funzione che doveva svolgere senza che ci fossero incentivi di diversa natura.

I cittadini si dividevano in 'privilegiati' che accettavano di stare dentro il meccanismo della corruzione e 'svantaggiati' che, o non avendo risorse, o non accettando per principio la corruzione, o non essendo a conoscenza di cosa fosse necessario fare per godere dei servizi dei quali avevano diritto, rimanevano in una penosa condizione di emarginazione. La situazione era insostenibile anche per il dissesto dei bilanci comunali che la corruzione aveva provocato, per cui, dopo alcune denunce, intervennero sia la magistratura (con una rapidità che il nostro Paese non ha mai conosciuto), sia lo Stato del Massachusetts con la nomina di un Commissario che iniziò l'opera di risanamento finanziario ed avviò un lavoro di preparazione del nuovo Statuto cittadino. Il libro racconta come, nel giro di qualche anno, con la partecipazione di un gran numero di cittadini e applicando con pazienza le modalità della democrazia deliberativa, la città sia riuscita a risanarsi e a darsi uno Statuto efficace.

Nessuno avrebbe scommesso su questo miracolo perchè la composizione sociale largamente multirazziale della città, che rendeva difficile l'integrazione, la propensione dei cittadini a considerare Chelsea come un luogo di passaggio (solo pochi anni, poi via) e soprattutto la demoralizzazione indotta dai massicci fenomeni corruttivi che impedivano tra l'altro agli abitanti di immaginarsi una realtà diversa, non rappresentavano certo il terreno ideale per la crescita della partecipazione, quindi della fiducia nelle possibilità di cambiamento che offre la democrazia. Tuttavia quel ristretto gruppo di cittadini dal quale partì l'iniziativa e la disponibilità totale del Commissario ad appoggiarla, fornendo anche qualche risorsa, riuscirono nell'impresa.

Il testo è introdotto da una conversazione tra Marianella Sclavi ed il compianto Vittorio Foa, importante se non altro per capire che anche nel sindacato italiano, ed in particolare nella Cgil, un tema come questo non è ignorato.
Le condizioni del nostro Paese rendono il libro di grande attualità, anche se la sua pubblicazione risale al 2006.

(Lanfranco Scalvenzi)