domenica 8 luglio 2018

Salvini sale al Quirinale per dire al Presidente Mattarella quanto è bravo.



3 luglio 2018: arriva la notizia bomba: "la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Procura di Genova per estendere il blocco dei fondi della Lega anche al denaro che arriverà in futuro nelle casse del partito, fino a raggiungere la cifra di 49 milioni di euro.

La decisione si riferisce allo scandalo che nel 2012 travolse il Senatore Bossi e l'allora tesoriere della Lega Nord, Belsito, per una truffa ai danni dello Stato per rimborsi elettorali indebitamente ricevuti tra il 2008 e il 2010. 

Per certi versi si tratta di un film già visto più volte con protagonisti diversi in questa Italia corrosa dalla corruzione ma, in questo caso, la cosa riguarda il partito di Matteo Salvini, Vice Presidente del Consiglio e Ministro dell'Interno da poco più di un mese.

E si scatena la bagarre: si comincia a parlare di complotto, di trame della Magistratura, ecc..

Sempre stando attenti a dire io non so, non c'ero, se c'ero dormivo, si sollevano tutta una serie di dubbi per creare i soliti polveroni tirando in ballo fatti e situazioni diverse. 

Feltri, ed anche alcuni cittadini fanno paragoni tra la vicenda della Lega, sulla quale è intervenuta il 3 luglio la Cassazione e la vicenda che ha riguardato il tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, che si era appropriato di 25 milioni di euro del suo partito. 

Si trattava anche in questo caso di somme legate a rimborsi elettorali ma con una differenza: 

La lega è stata accusata di aver ottenuto indebitamente rimborsi elettorali per molti milioni e quindi sostanzialmente di aver truffato lo Stato mentre, nel caso della Margherita, Lusi si è appropriato di somme relative a rimborsi elettorali che appartenevano al suo partito e che, almeno fino ad ora, nessuno ha denunciato come rimborsi non dovuti ed illegittimi. 

In altre parole, la Lega si sarebbe appropriata illegittimamente di denaro pubblico, mentre Lusi si è appropriato di somme della Margherita: la differenza è sostanziale. 

Per questi fatti Lusi è stato condannato a 7 anni di carcere. 

Le reazioni scomposte hanno registrato anche la dichiarazione del sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone che, durante un incontro con giovani magistrati, ha dichiarato "Voi sapete a che partito appartengo, cioè la Lega, e mi auguro che la Magistratura si liberi dalle correnti. Mi auguro in particolare che si liberi di quelle di sinistra", compiendo in questo modo una grave intromissione sull'autonomia della Magistratura. 
Intromissione tanto grave da averlo costretto a dichiarare che parlava a titolo personale.

In questa situazione Salvini ha chiesto udienza al Capo dello Stato per lamentarsi di quanto operato dalla Magistratura NON tenendo conto che in Italia esiste, a torto o a ragione, giusto o sbagliato che sia, la divisione dei poteri. 
La Magistratura è quindi autonoma e il Presidente Mattarella non può intervenire nel merito del suo operato. Salvini con questa richiesta ha dimostrato di non conoscere il quadro istituzionale dello Stato e ha fatto una richiesta sbagliata.

Alla fine l'udienza è stata accordata con un comunicato preciso del Quirinale che non lascia  spazio a temi che tocchino l'attività della Magistratura:


A questo punto Salvini ha parlato della "Gioia e l'onore di conferire con il suo Presidente della Repubblica" che avrebbe incontrato per raccontargli "le tante cose belle che stiamo facendo con il Ministero".

Insomma, il Ministro dell'Interno, dopo circa 40 / 42 giorni in carica, la stessa persona che da mesi ripete che non si può perdere tempo perché le cose da fare sono tante e gli italiani non possono aspettare, va a fare una passerella al Quirinale per dire al Presidente quante belle cose ha fatto e sta facendo.

Francamente siamo curiosi di sapere cosa dirà. Proviamo ad indovinare:

- Che ha fatto campagna elettorale per aumentare il suo gradimento presso gli italiani?
- Che ha quasi dichiarato guerra a Malta?
- Che alzare la voce paga perché è riuscito a dirottare la nave Aquarius in Spagna e a ottenere che Malta aprisse il porto alla nave Lifeline?
- Che con "garbo" è riuscito a creare caos in Europa e si è alleato con i paesi che più osteggiano l'accoglienza dei migranti nel momento in cui chiede al Vecchio Continente di accoglierli redistribuendoli?
- Che ha spostato 42 milioni di euro, che sarebbero europei e quindi al di fuori della sua giuridizione e competenza, dall'accoglienza dei migranti al loro rimpatrio? 
- Che sabato scorso, a chi gli offriva una maglietta rossa, ha replicato che lui di rosso conosce solo il vino?

Tutte cose in linea con l'idea di Salvini di uscire dall'Europa e dall'Euro. (vedi)

- Speriamo che dica anche che fine ha fatto il Primo Ministro Conte.














martedì 29 maggio 2018

Difesa personale



L'Italia ha certo molti problemi, ma ce n'è uno che viene prima di tutti gli altri: mentre noi pensavamo ad altro si è riempita di bulletti da strapazzo e di fascistelli, che sono talmente ignoranti da non rendersene conto, gente senza arte né parte, che, nel vuoto lasciato colpevolmente dai partiti, bussano alla vostra porta, direttamente, o attraverso le televisioni, il web, con grande schiamazzo, cercando di vendervi la luna, o il colosseo, dicendo che lo fanno nell'interesse vostro. 

Vi stanno imbrogliando: vi chiedono il voto puntando sulla vostra buona fede, sul vostro "non poterne più", vogliono entrare dentro le stanze del potere per fare i loro comodi e dare un senso alla loro inutile vita. Se ne fregano di voi.

Per questo vi promettono di tutto: ad esempio, nel loro contratto prevedevano contemporaneamente di far pagare meno tasse ai ricchi e ai benestanti (è questa la flat tax), e un'elemosina ai poveri chiamata reddito di cittadinanza, come se i poveri non avessero invece il diritto di avere un lavoro. 

Chi ha un po' di buon senso sa che queste due cose non possono stare insieme. 
Perchè ve lo propongono? Perchè sono ignoranti e non sanno nulla? Forse. In realtà io credo che siano soprattutto degli imbonitori, che vi trattano come se foste degli sciocchi creduloni. Era molto più simpatico Totò, che almeno non aveva nessuna intenzione di governare, ma solo di farci sorridere.

Ora schiamazzano nelle strade, nelle piazze, sui media, minacciano quelli che la pensano diversamente (come i fascisti di una volta. A quando l'olio di ricino, e le botte agli angoli delle strade?), qualcuno minaccia persino di morte il Presidente della Repubblica, che ha l'unico torto (ai loro occhi) di voler far rispettare le regole, in nome del "Popolo Italiano", secondo la Costituzione.

Perchè non hanno fatto un governo, partendo da quel programmino che aveva fatto ridere mezzo mondo? Avevano la possibilità di farlo, magari mettendo Giorgetti, l'amico di Salvini che da sempre si occupa di conti pubblici, al posto di quel Savona che volevano ad ogni costo, come una sorta di capitan Fracassa dei nostri rapporti con il resto del mondo (come se non dovessimo convivere con il resto del mondo, e con l'Europa in particolare)? 

Perchè non l'hanno fatto? La smettano di raccontare balle agli italiani gridando che i cosiddetti poteri forti non volevano farglielo fare. Non l'hanno fatto perchè avrebbero governato con una maggioranza striminzita e non avrebbero combinato nulla, come i Cinquestelle a Roma, che fanno fare continuamente figuracce nel mondo alla Capitale, ormai da tempo al posto di Calcutta nel giudizio dei più. 

Non avrebbero combinato nulla, perchè solo questo sanno fare: schiamazzare, insultare, minacciare, tenere aperta una continua campagna elettorale per farci morire stremati.

Quanto ci costa quello che stanno facendo? Molti miliardi in termini economici, ma molto, molto di più in termini di vivibilità delle città e dei borghi di questa bella Italia che abbiamo ereditato dai nostri padri e dalle nostre madri e dovremo lasciare ai nostri figli migliore di come l'abbiamo ereditata. 

Sbugiardiamoli. E poi cacciamoli di casa. Basta, vi era stata data una possibilità, la nostra è una Scuola dove non si rimandano a settembre i bulli, ma si bocciano senza riguardo prima che facciano altri danni.

Lanfranco Scalvenzi 


giovedì 17 maggio 2018

Che stanno facendo Di Maio e Salvini?



Con grazia, per non apparire dei provocatori, ci si potrebbe chiedere: “che stanno facendo Di Maio e Salvini?”. 


Hanno chiesto del tempo, onde evitare che il Presidente della Repubblica desse incarico ad un possibile Presidente del Consiglio dei Ministri (una donna, secondo le informazioni dei media) di presentare in Parlamento una proposta di "governo neutrale", con tanto di lista dei ministri e un programma limitato alle questioni essenziali, perché ormai incombono scadenze importanti e inderogabili, che riguardano il Paese intero, l'Europa, il mondo.

Di Maio e Salvini invece hanno chiesto tempo. Hanno detto: “noi abbiamo vinto le elezioni. Dateci tempo di discutere una proposta di maggioranza, ci bastano due giorni”. Hanno ottenuto i due giorni. Ne sono passati tre, quattro, di più. 

Allora ne hanno chiesto altri, si presume una settimana, perché l'accordo sulle cose da fare (lo chiamano contratto) non era stato raggiunto, e ora, che parrebbe che l'accordo sia stato raggiunto, lo vogliono sottoporre al giudizio dei loro iscritti, nei modi che ritengono opportuni: gazebo e piattaforma Rousseau.

E del Presidente del Consiglio nemmeno l'ombra. Nemmeno dei ministri, che secondo le consuetudini istituzionali dovrebbero essere scelti dal Presidente del Consiglio e giurare davanti al Presidente della Repubblica prima ancora di andare in Parlamento a chiedere la fiducia. 

Ai giornalisti che gli fanno domande l'accoppiata Di Maio / Salvini risponde che non stanno discutendo di poltrone, come se non fossero già loro delle poltrone.


La Repubblica merita rispetto: Il Governo non è fatto di poltrone, come pretende l'ipocrita vulgata populista, ma di persone che decidono per il bene del Paese, e che devono essere degne, preparate, riconosciute come tali anche in Europa e nel resto del mondo del quale l'Italia non è un semplice sottoscala, per cui devono essere scelte nella massima trasparenza, non attraverso una privata operazione di casting.


Il programma del Movimento 5 Stelle e quello della Lega li ho letti anch'io. Non sono solo diversi: sono opposti. 
Concordano solo sul punto di demolire quanto è stato fatto da altri prima di loro. E sui temi internazionali non resta che accendere dei ceri perché le scelte altrui non ricadano su questo fragile Paese, perché in quei programmi non c'è quasi nulla.

Cosa stanno facendo allora i sedicenti vincitori? Dalle dichiarazioni che rilasciano paiono sempre in campagna elettorale. Gridano, si pavoneggiano, ricattano, ribadiscono i loro punti di vista dai quali non si schiodano, per la paura di essere contestati dai loro elettori. 

Ci stanno facendo perdere del tempo prezioso, per presentare un programma comune, blindato dal voto dei loro iscritti, che un Presidente del Consiglio dovrebbe accettare da mero esecutore della volontà altrui, altrimenti si torna a votare, come se il voto fosse un applausometro, e come se avessero loro il potere di decidere per tutti, come se fossimo in una sperduta repubblica delle banane.

Dove sta scritto che dev'essere così?

E dove sta scritto che loro due sono i vincitori (il 32 per cento l'uno, il 17 per cento l'altro)?

La verità è che per una sciagurata legge elettorale, in gran parte proporzionale, le elezioni hanno semplicemente registrato la frammentazione del Paese, con qualche urlatore in più, e nessuno ha maggioranze precostituite. Quindi sarebbe ora necessaria una dose industriale di buon senso, di capacità di ascolto dell'altro, di disponibilità all'accordo per il bene di tutti, che nessuno mostra di avere, meno di tutti coloro che si autodefiniscono vincitori.

Intanto continuano a incombere le scadenze della nostra vita associata, le scadenze economiche, le scadenze europee. Incombono le conseguenze di avvenimenti internazionali, l'acuirsi delle tensioni nel medio-oriente, il ritiro degli USA dal trattato sul nucleare con l'Iran, la minaccia americana dei dazi doganali, solo per fare qualche esempio, che richiedono una salda politica estera, in comune con quella degli altri Paesi europei, dato che ciò che accade altrove ha influenza anche sulla nostra realtà nazionale.

Quindi, nel rispetto delle regole, essenziale per una democrazia, occorre una maggiore velocità e meno arroganza.

Ed occorre che anche le altre forze politiche si facciano sentire, a partire dal Partito Democratico che, tra l'altro, in questo momento di passaggio dei poteri, sta ancora gestendo il Governo. 

È bene che lo sappiano: se la situazione del Paese peggiorerà, la responsabilità sarà anche di chi si è seduto sulla sponda del fiume, aspettando i fallimenti altrui.

Lanfranco Scalvenzi